Ogni inverno torna la stessa proposta: “Mettiamo la stufa a pellet, scarichiamo i fumi dal muro e ci montiamo un abbattitore di fuliggine. Così niente canna fumaria fino al tetto, niente lavori, niente spese.”
Sembra la soluzione furba. Non lo è. E non per un’opinione nostra: per la norma.
Proviamo a fare chiarezza su due punti. Primo: cosa dice davvero la regola sullo scarico dei fumi. Secondo: cosa sono questi abbattitori, e quanto vale la parola “certificato” che spesso li accompagna.
La regola è una sola: i fumi vanno a tetto
Per stufe, caminetti, termocucine e caldaie a legna o pellet fino a 35 kW la norma di riferimento in Italia è la UNI 10683:2022. Al punto 8.1 dice, testualmente, che l’evacuazione dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto ed è vietato lo scarico diretto a parete, in cavedi o verso spazi chiusi, anche a cielo libero.
Non ci sono asterischi. Non c’è scritto “a meno che tu non installi un filtro”. Non c’è una deroga per le stufe piccole, per i condomìni, per le case in centro storico.
Anche la legge va nella stessa direzione. Il DPR 412/1993 (art. 5, comma 9) impone che gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 abbiano lo sbocco sopra il tetto. Esistono delle deroghe (comma 9-bis), è vero, ma il comma 9-ter dice chiaramente a chi spettano: solo a generatori a gas, con requisiti precisi di rendimento ed emissioni. Per legna e pellet quelle deroghe non esistono.
Tradotto: un abbattitore di fuliggine non trasforma uno scarico a parete in uno scarico a norma. Se il tubo esce dal muro, l’impianto è fuori norma, con o senza abbattitore.
“Ma il venditore mi ha detto che con l’abbattitore si può”
Capita spesso, e qui conviene essere precisi, perché è proprio su questa confusione che si costruisce la vendita.
La UNI 10683 non vieta gli abbattitori in sé. Sempre al punto 8.1, la norma ammette accessori per l’abbattimento della fuliggine o la filtrazione dei fumi, ma come aggiunta a una canna fumaria regolare che va a tetto, mai al posto suo. E li ammette solo a condizioni piuttosto rigide:
- l’impianto fumario deve essere progettato o verificato tenendo conto dell’abbattitore;
- l’abbattitore non deve ostacolare il passaggio dei fumi né ridurre in alcun modo il tiraggio;
- se si guasta, non deve compromettere il tiraggio naturale del camino;
- se ha parti elettriche o motori, deve avere allarmi luminosi e acustici in caso di malfunzionamento.
Quindi la risposta corretta al venditore è: l’abbattitore, se proprio lo vuoi, va sopra una canna fumaria fatta bene. Non invece di essa.
Sono certificati? La domanda giusta è: certificati secondo cosa?
Qui arriviamo al punto che ci sta più a cuore.
Molti abbattitori vengono venduti come “certificati”, “testati”, “omologati”, con percentuali di abbattimento in bella vista. Prima di fidarti, chiediti una cosa semplice: in base a quale norma?
Per le stufe esiste una norma europea che stabilisce come vanno provate in laboratorio, emissioni comprese (la UNI EN 16510). Per le canne fumarie esistono norme di prodotto precise, con prove di temperatura, tenuta, corrosione e resistenza all’incendio di fuliggine (UNI EN 1443, UNI EN 1856). Per gli abbattitori destinati alle stufe domestiche, non ci risulta una norma di prodotto europea equivalente che dica come vanno provati e quali risultati minimi devono ottenere.
E infatti guarda cosa chiede la UNI 10683 come requisito di idoneità: che l’abbattitore sia “dichiarato idoneo dal fabbricante”. In pratica, è il produttore stesso a dichiarare che il suo prodotto va bene. Non un ente terzo, non un laboratorio accreditato secondo una procedura comune.
Questo non significa che tutti gli abbattitori siano inutili. Significa che la parola “certificato”, da sola, non ti dice nulla. Molti di questi prodotti nascono per i forni a legna di pizzerie e ristoranti, dove hanno senso in contesti ben diversi da quello di una stufa in soggiorno. Altri sono accessori semi-artigianali messi a catalogo per vendere qualcosa in più insieme alla stufa.
Se qualcuno te ne propone uno, chiedi per iscritto:
- Secondo quale norma è stato provato? Il numero preciso, non “norme europee”.
- Chi ha fatto le prove? Un laboratorio accreditato (in Italia, accreditato Accredia) o il produttore in casa?
- Su quale apparecchio? Una percentuale di abbattimento misurata su un forno da pizzeria non vale per la tua stufa a pellet.
- Cosa succede al tiraggio? Esiste un calcolo della canna fumaria (UNI EN 13384-1) fatto con l’abbattitore installato?
- Chi lo pulisce, ogni quanto, e quanto costa? Un filtro che si intasa diventa un tappo.
Se le risposte sono vaghe, hai già la tua risposta.
La nostra posizione
Su CannaFumariaSicura.it non consigliamo gli abbattitori di fuliggine sulle stufe domestiche. Non perché siano vietati come accessorio, ma perché nella grande maggioranza dei casi vengono venduti per risolvere un problema che non va risolto così.
La fuliggine sul balcone del vicino, l’odore di fumo in giardino, il nero sulla facciata non sono un problema di “filtro mancante”. Sono il segnale di uno scarico nel posto sbagliato o di una combustione fatta male. Le soluzioni vere sono meno di moda ma funzionano:
- una canna fumaria a tetto, dimensionata correttamente e con lo sbocco fuori dalla zona di reflusso;
- una stufa moderna e ben regolata, alimentata con pellet certificato o legna davvero secca;
- pulizia e manutenzione regolari, fatte da un operatore abilitato.
Sono queste tre cose, insieme, a ridurre fumo e fuliggine. Un accessorio aggiunto alla fine non compensa nessuna delle tre.
E se la canna fumaria a tetto ti sembra impossibile da realizzare, prima di arrenderti fai valutare la casa da un professionista: tra intubamenti in vecchi camini, percorsi in asole tecniche e canne fumarie esterne, le soluzioni sono più di quante si pensi.
Questo articolo è stato realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le informazioni possono contenere errori: per il tuo caso specifico fai sempre riferimento a un tecnico abilitato e ai testi normativi in vigore.
CannaFumariaSicura.it – informazione libera e indipendente sulla sicurezza degli impianti fumari, con il contributo tecnico di Dumont Camini, Volpago del Montello (TV): canne fumarie in acciaio inox dal 1973, anche a doppia parete con finitura esterna in vero rame.