Quando si compra una stufa a pellet o a legna, l’attenzione va quasi tutta sull’apparecchio: la potenza, il design, quanto consuma. Su chi la installerà, invece, spesso si decide in fretta. Il negozio che “te la monta lui”, il cugino bravo con le mani, il muratore che “le canne fumarie le ha sempre fatte”.
Il problema è che la legge su questo punto è chiara: stufa, canna fumaria e tutto ciò che porta i fumi fuori di casa devono essere installati da un’impresa abilitata. E non un’impresa qualsiasi: serve l’abilitazione alla lettera C del Decreto Ministeriale 37 del 2008.
Vediamo cosa vuol dire, in parole semplici.
Cos’è il DM 37/2008
Il DM 37/2008 è il decreto che regola chi può installare gli impianti dentro gli edifici: elettrico, gas, idraulico, riscaldamento e così via. Ogni tipo di impianto ha una “lettera”, e un’impresa può lavorare solo sugli impianti per cui è abilitata.
La lettera C (articolo 1, comma 2) riguarda gli impianti di riscaldamento e climatizzazione di qualsiasi tipo, e il decreto specifica che sono comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, oltre alla ventilazione e aerazione dei locali.
Tradotto: la canna fumaria non è un “lavoro edile” a parte. Per la legge fa parte dell’impianto di riscaldamento, esattamente come la stufa. E le prese d’aria che servono alla stufa per bruciare bene rientrano nello stesso discorso.
Perché la legge lo pretende
Una canna fumaria sembra un tubo. In realtà è un sistema di sicurezza che lavora a temperature elevate, attraversa solai e tetti spesso in legno, deve resistere a condense acide e a possibili incendi di fuliggine, e deve portare fuori i fumi senza farli rientrare in casa. Tra quei fumi c’è anche il monossido di carbonio, che non ha odore e non si vede.
Per farla bene bisogna conoscere le norme tecniche (per pellet e legna la principale è la UNI 10683:2022), scegliere materiali certificati e adatti a quell’apparecchio, rispettare le distanze dai materiali infiammabili, dimensionare correttamente il condotto e verificare il risultato finale.
L’abilitazione esiste proprio per questo: per ottenerla, l’impresa deve avere un responsabile tecnico con precisi requisiti di studio o di esperienza nel settore (articolo 4 del decreto). Non garantisce che il lavoro sia perfetto, ma garantisce che chi lo firma ha le competenze riconosciute per farlo e se ne assume la responsabilità.
La dichiarazione di conformità: il documento che conta
Alla fine dei lavori, l’impresa abilitata deve rilasciarti la dichiarazione di conformità (articolo 7 del DM 37/2008). È il documento in cui l’installatore dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver realizzato l’impianto a regola d’arte e secondo le norme.
Alla dichiarazione vanno allegati, tra le altre cose, la descrizione dei materiali usati e il documento che attesta i requisiti tecnico-professionali dell’impresa. Ed è qui il punto: un’impresa non abilitata alla lettera C non può rilasciare una dichiarazione di conformità valida per stufa e canna fumaria. Può scriverla, ma non vale.
E senza una dichiarazione valida ti ritrovi con un impianto che, sulla carta, non è a norma. Questo pesa quando:
- vendi o affitti casa, perché la documentazione degli impianti viene sempre più spesso richiesta;
- chiedi un’agevolazione fiscale o un incentivo, dove la documentazione dell’impianto è parte delle pratiche;
- succede un danno, come un incendio o un’intossicazione, e bisogna capire chi ne risponde. In quel caso un impianto senza documentazione valida mette te in una posizione difficile, anche con la tua assicurazione.
E chi è il responsabile, se le cose vanno male?
Il decreto mette un obbligo anche in capo a te: l’articolo 8 stabilisce che il committente, cioè chi fa fare i lavori, è tenuto ad affidarli a imprese abilitate.
Va detto con onestà: la sanzione amministrativa per il privato che si affida a un’impresa non abilitata è modesta. Non è la multa il vero rischio. Il rischio vero è restare con un impianto di cui nessuno risponde, perché chi l’ha fatto non aveva titolo per farlo, e una dichiarazione che non ti protegge proprio nel momento in cui ne avresti bisogno.
Come verificare se l’installatore è abilitato
È più semplice di quanto sembri:
- Chiedi la visura camerale dell’impresa. Le abilitazioni del DM 37/2008 sono registrate alla Camera di Commercio e compaiono in visura, con l’indicazione delle lettere. Cerca la lettera C.
- Chiedi prima dei lavori chi rilascerà la dichiarazione di conformità. Un installatore serio risponde subito, senza giri di parole.
- Attenzione ai lavori “divisi”. Se la stufa la monta un’impresa e la canna fumaria la fa un’altra, entrambe devono essere abilitate per la parte che realizzano, e la documentazione deve tenere conto di tutte e due.
- Diffida del “te la monto io, tanto è solo un tubo”. Se qualcuno minimizza la canna fumaria, è già un’informazione utile.
In sintesi
La stufa scalda, ma è la canna fumaria che rende l’impianto sicuro. Per questo la legge la tratta come parte dell’impianto di riscaldamento e chiede che a installarla sia un’impresa abilitata alla lettera C del DM 37/2008, che a fine lavori ti consegni una dichiarazione di conformità valida.
Non è burocrazia fine a se stessa: è l’unico modo per sapere che qualcuno con le competenze giuste ha controllato il lavoro e ci ha messo la firma. Chiedere la visura prima di firmare un preventivo costa due minuti. Scoprire dopo che l’impianto non è in regola costa molto di più.
Se hai dubbi sulla tua installazione, o vuoi capire se la documentazione che hai in casa è completa, un installatore abilitato o un fumista qualificato della tua zona sono le persone giuste a cui chiedere.
Questo articolo è stato realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e le informazioni possono contenere errori. Per i casi specifici fai sempre riferimento al testo del DM 37/2008, alle norme UNI applicabili e a un professionista abilitato.
CannaFumariaSicura.it è un portale informativo gratuito sulla sicurezza delle canne fumarie, realizzato con il contributo tecnico di Dumont Camini, azienda di Volpago del Montello (TV) che dal 1973 produce canne fumarie in acciaio inox, comprese le canne fumarie a doppia parete con finitura esterna in vero rame.