
Chi ha una stufa a pellet o a legna collegata a una canna fumaria in acciaio inox prima o poi se lo sente dire: “Mi raccomando, solo scovolo in plastica, quello in ferro la rovina”. È un buon consiglio. Diventa però sbagliato quando si trasforma in una regola assoluta, del tipo “con la plastica sei sempre a posto”.
Vediamo cosa prevede la UNI 10847, la norma che regola la pulizia e il controllo delle canne fumarie, perché lo scovolo in plastica è la scelta giusta nella maggior parte dei casi e quando invece non basta.
Che cos’è la UNI 10847
La UNI 10847 è la norma italiana dedicata alla manutenzione e al controllo degli impianti fumari singoli collegati a stufe, caminetti e caldaie a combustibili solidi e liquidi. In pratica è il “manuale” di riferimento per lo spazzacamino: dice come si ispeziona una canna fumaria, come la si pulisce e come si documenta l’intervento.
Non è una norma isolata. La UNI 10683:2022, quella che regola l’installazione di stufe e caminetti a legna e pellet, al punto 11.2.2 stabilisce che la pulizia dalla fuliggine del canale da fumo e del camino va eseguita proprio secondo la UNI 10847. Le due norme lavorano insieme: la 10683 dice che la pulizia va fatta e ogni quanto, la 10847 dice come.
Il principio di fondo è semplice: la pulizia deve togliere lo sporco senza danneggiare il condotto. Gli attrezzi vanno scelti in base al materiale e alla forma della canna fumaria, e nel rispetto delle istruzioni del fabbricante.
Attenzione quindi a chi dice “lo dice la norma, solo plastica”. La norma chiede lo strumento adatto, e cosa è adatto dipende dal tipo di canna e dal tipo di sporco.
Perché lo scovolo in ferro sull’inox è un problema
Qui il consiglio popolare ha ragione. L’acciaio inox resiste alla corrosione grazie a una pellicola sottilissima che si forma sulla sua superficie. Uno scovolo in acciaio comune (quello “da ferro”, non inox) fa due danni:
- graffia la superficie interna, e nei graffi fuliggine e condensa acida si fermano più facilmente;
- lascia microparticelle di ferro attaccate alla parete. Quel ferro arrugginisce e innesca puntini di corrosione anche sull’inox, che col tempo possono diventare forellini.
In pratica si rischia di rovinare con un attrezzo da pochi euro una canna fumaria che dovrebbe durare decenni. Sull’inox lo scovolo in acciaio comune va escluso.
Quando la plastica è la scelta giusta
Nella manutenzione ordinaria lo scovolo in nylon o polipropilene è lo strumento corretto:
- stufe a pellet: i depositi sono in genere polverosi e secchi, la plastica li rimuove bene;
- stufe a legna usate correttamente: legna secca, fiamma vivace, pulizie regolari. La fuliggine è friabile e si stacca senza fatica;
- canne con curve o tratti inclinati: lo scovolo in plastica è più flessibile e segue meglio il percorso.
In tutte queste situazioni la plastica pulisce bene e non rovina la canna. Se il vostro impianto rientra qui, siete a posto.
Quando la plastica non basta
Ed ecco il punto che il “sempre” dimentica. Ci sono casi in cui lo scovolo in plastica passa dentro la canna, esce pulito… e la canna resta sporca.
Succede soprattutto con i depositi duri e catramosi, il cosiddetto creosoto “vetrificato”: uno strato nero, lucido, appiccicoso o duro come smalto. Le cause tipiche sono:
- legna umida o non stagionata;
- stufa tenuta spesso al minimo, con fiamma bassa e fumi freddi;
- canna fumaria sottodimensionata o poco isolata, dove i fumi si raffreddano e condensano;
- pulizie saltate per anni.
Su questi depositi le setole in plastica scivolano. Il risultato è un falso senso di sicurezza: si pensa di aver pulito, ma lo strato più pericoloso, quello che può prendere fuoco, è ancora lì.
Qui entra in gioco il lavoro dello spazzacamino secondo la UNI 10847: prima un’ispezione per capire che tipo di deposito c’è (sempre più spesso con una videocamera), poi la scelta dell’attrezzo. Per l’inox esistono scovoli in acciaio inossidabile, che a differenza di quelli in ferro non contaminano la canna, oltre a sistemi rotanti e prodotti che ammorbidiscono i depositi prima della pulizia meccanica. Quale usare lo decide il professionista, sempre nel rispetto delle indicazioni del produttore della canna fumaria.
E c’è un’altra cosa da tenere a mente: se la canna è piena di catrame, il problema non è lo scovolo. È il modo in cui si usa la stufa, o come è fatto l’impianto. Pulire senza capire perché si è sporcata così tanto significa ritrovarsi daccapo l’anno dopo.
Dopo la pulizia: il rapporto
Una pulizia fatta secondo la UNI 10847 non finisce quando lo spazzacamino scende dal tetto. L’intervento va documentato con un rapporto che descrive lo stato della canna fumaria, cosa è stato fatto ed eventuali anomalie trovate. È un documento da conservare insieme al libretto dell’impianto: in caso di problemi, o di sinistro con l’assicurazione, è la prova che la manutenzione è stata fatta.
Ogni quanto pulire
La frequenza la stabilisce la UNI 10683. Prima contano le indicazioni dell’installatore e del fabbricante; se mancano entrambe, il prospetto 16 della norma prevede per il sistema di scarico dei fumi un controllo ogni 2 anni oppure ogni 4 tonnellate di combustibile bruciato, a seconda di quale scadenza arriva prima, e comunque prima di riaccendere un impianto rimasto fermo per più di 2 anni.
È un limite massimo, non un obiettivo. Chi usa molto la stufa a legna, o ha già visto depositi duri, farà bene a pulire più spesso.
In sintesi
| Situazione | Cosa usare |
|---|---|
| Canna inox, pellet o legna, fuliggine normale | Scovolo in plastica (nylon/polipropilene) |
| Canna inox con depositi duri o catramosi | Spazzacamino: ispezione e attrezzi compatibili con l’inox |
| Canna inox, qualsiasi situazione | Mai scovolo in acciaio comune (ferro) |
Lo scovolo in plastica sull’inox è quindi un’ottima abitudine, non una garanzia. La UNI 10847 chiede di usare l’attrezzo adatto alla canna e allo sporco che c’è dentro, e per saperlo bisogna prima guardare. Il riferimento resta il libretto di uso e manutenzione della vostra canna fumaria, insieme al controllo periodico di uno spazzacamino qualificato.
Se non trovate più il libretto della vostra canna fumaria, chiedetelo all’installatore o direttamente al produttore: è un documento che dovreste avere, e contiene proprio queste indicazioni.
Articolo a cura di CannaFumariaSicura.it, realizzato con il contributo tecnico di Dumont Camini.
Nota di trasparenza: questo articolo è stato realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le informazioni possono contenere errori: per il vostro impianto fate sempre riferimento al libretto del fabbricante e a un professionista qualificato.




