Provate a chiamare uno spazzacamino il 10 di novembre, con la prima gelata già arrivata e il camino che tira male. La risposta, quasi ovunque in Italia, è la stessa: “Le posso dare dicembre.”
Non è maleducazione. Non è nemmeno che vi stiano facendo aspettare apposta. È aritmetica.
Negli ultimi vent’anni il numero di artigiani che tengono in piedi gli impianti delle case italiane si è ridotto in modo profondo, e continua a ridursi. I dati sono usciti quasi tutti quest’estate, e messi in fila raccontano una storia che chiunque abbia una stufa, un camino o una caldaia dovrebbe conoscere.
434.000 artigiani in meno in dieci anni
Il numero più secco arriva dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ad agosto 2026 ha fotografato il decennio 2015-2025.
| 2015 | 2025 | Variazione | |
|---|---|---|---|
| Artigiani in Italia | ~1.700.000 | ~1.300.000 | −434.000 (−25,1%) |
Un quarto della categoria, sparito in dieci anni.
Se allarghiamo lo sguardo ai vent’anni, il quadro non migliora. Le imprese artigiane iscritte al Registro delle Camere di Commercio hanno toccato il loro massimo storico nel 2008, con 1.486.559 unità. Oggi siamo a circa 1,22 milioni: significa che il picco è alle spalle da quasi vent’anni e da lì è stata una discesa quasi ininterrotta, con la sola eccezione di qualche anno recente in cui il saldo si è fermato attorno allo zero.
Il calo non è uniforme sul territorio. Nel decennio 2015-2025 le regioni più colpite sono state Marche (−31,3%), Umbria (−29,3%), Emilia-Romagna (−28,7%) e Piemonte (−28,4%) — cioè, non a caso, proprio le aree a più alta densità artigiana. Il Mezzogiorno ha perso meno (−20,2%), ma partiva da numeri più bassi.
Oggi in Italia ci sono più avvocati che idraulici
È il confronto che la CGIA ha usato per far capire la portata della cosa, ed è difficile da dimenticare:
- Avvocati in Italia: circa 237.000
- Idraulici in Italia: circa 180.000 (stima)
Nel Paese che ha inventato il concetto di “bottega”, trovare chi vi scrive un ricorso è statisticamente più facile che trovare chi vi sistema uno scarico.
E il mestiere dell’idraulico è, guarda caso, in cima alla lista dei profili introvabili. Secondo l’elaborazione di Confartigianato sui dati del sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel 2025 le imprese artigiane hanno dichiarato difficoltà a trovare personale nel 59,7% delle assunzioni programmate. Per alcune figure la percentuale è drammatica:
| Profilo | Assunzioni difficili da coprire (2025) |
|---|---|
| Idraulici e posatori di tubazioni | 78,8% |
| Specialisti nella saldatura elettrica | 77,7% |
| Tecnici di gestione cantieri edili | 75,7% |
| Elettricisti nelle costruzioni civili | 71,8% |
Quattro volte su cinque, quando un’impresa termoidraulica cerca una persona, non la trova.
Il dato che spiega tutto: chi entra e chi esce
C’è una fotografia, scattata da Unioncamere e InfoCamere su un decennio di Registro Imprese, che spiega il meccanismo meglio di qualsiasi analisi:
- Imprese artigiane con titolare under 30: −41,9%
- Imprese artigiane con titolare over 70: +47%
Non è una crisi di domanda. È una crisi di ricambio. Le botteghe non chiudono perché non hanno lavoro: chiudono perché chi le porta avanti arriva a settant’anni e non trova nessuno a cui passare la chiave inglese.
Una precisazione onesta: questi due numeri vengono da un’analisi Unioncamere-InfoCamere relativa al decennio 2011-2021. È il dato disaggregato per età più solido disponibile, ma non è l’ultimissimo. Le rilevazioni successive confermano la direzione, non necessariamente l’entità esatta.
Il settore impianti, in numeri
Il comparto dell’installazione impianti — idraulici, termoidraulici, elettricisti, condizionamento — è uno dei cuori dell’artigianato italiano. L’ultima fotografia strutturale completa, elaborata da Confartigianato, conta:
- 112.000 imprese attive nel settore
- il 79% sono imprese artigiane
- 264.000 addetti nelle sole imprese artigiane del comparto
Sono numeri importanti, e vale la pena sottolineare una cosa che di solito si ignora: tra il 2010 e il 2017 la produttività di queste imprese è cresciuta del 19,2%, meglio delle omologhe tedesche (+15,5%). Il problema italiano non è la qualità del lavoro artigiano. È che di persone che lo fanno ce ne sono sempre meno.
E i fumisti e gli spazzacamini?
Qui bisogna essere sinceri, perché la sincerità è più utile di un numero inventato: un censimento nazionale dei fumisti e degli spazzacamini, in Italia, non esiste.
Il motivo è tecnico ma concreto. Queste due figure non hanno un codice ATECO dedicato che permetta di contarle in modo pulito: finiscono spalmate tra l’installazione impianti, l’edilizia specializzata e i servizi di pulizia. Un fumista che costruisce canne fumarie e un’impresa che fa impianti idraulici possono risultare, statisticamente, la stessa cosa.
Quello che abbiamo sono indicatori parziali, e vanno letti per quello che sono:
- A.N.FU.S., l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini nata nel 1992, riunisce oltre 450 tecnici specializzati. È la principale realtà associativa del settore, ma raccoglie una parte della categoria, non la totalità.
- Su scala locale i numeri fanno impressione per quanto sono piccoli: in provincia di Bergamo — un territorio con centinaia di migliaia di abitanti e un uso della legna tutt’altro che marginale — si contano circa 70 spazzacamini attivi.
Se 70 professionisti coprono una provincia intera, il “le posso dare dicembre” smette di sembrare un capriccio.
Una nota che rovescia un po’ il pessimismo: a differenza di altri mestieri, lo spazzacamino non è un mestiere di anziani. Nella rilevazione bergamasca la maggioranza degli operatori ha meno di 50 anni, e la domanda è in crescita costante da dieci anni. È uno dei pochi comparti dove il problema non è che nessuno lo fa più, ma che non ne bastano.
La forbice: pochi tecnici, tantissimi impianti
Ed eccoci al punto che riguarda direttamente chi legge questo sito.
Mentre gli artigiani diminuiscono, il parco di apparecchi a legna e pellet non si è affatto svuotato. Secondo il Rapporto Statistico AIEL con dati 2024, in Italia sono installati:
- 8,8 milioni di generatori a biomassa
- di cui il 79% obsoleto (2 stelle o non classificato): circa 7 milioni di apparecchi
- questi 7 milioni producono oltre il 91% delle emissioni di particolato fine (PM10) dell’intero comparto
Facciamo il conto a spanne. Ogni apparecchio a legna o pellet in uso regolare richiede almeno una pulizia della canna fumaria all’anno — e comunque ogni 4 tonnellate di combustibile bruciato. Chi scalda tutta la casa a legna spesso ne fa due.
Da una parte 8,8 milioni di impianti che vanno mantenuti. Dall’altra un numero di tecnici in calo da vent’anni, e che in alcune province si conta a decine.
La forbice si allarga ogni anno. Non è un’opinione: è la somma di due serie storiche che vanno in direzioni opposte.
Cosa significa, in pratica, per voi
Quattro conseguenze molto concrete.
1. L’agenda va anticipata, non inseguita. Settembre e ottobre sono i mesi della manutenzione. Chi chiama a novembre non sta prenotando un servizio: sta entrando in lista d’attesa. Se ogni anno vi ritrovate a rincorrere, il problema non è il vostro spazzacamino — è il calendario.
2. Il rapporto con il tecnico diventa un asset. Fino a vent’anni fa il manutentore era intercambiabile: se uno non poteva, ne chiamavi un altro. Oggi non è più così. Avere un fumista o uno spazzacamino di fiducia che vi ha in anagrafica, conosce il vostro impianto e vi richiama da solo a fine estate vale molto più di quello che costa.
3. Attenzione a chi “c’è sempre”. In un mercato dove i professionisti seri sono saturi, lo spazio libero lo occupa qualcun altro. Se trovate disponibilità immediata a novembre inoltrato a un prezzo sorprendentemente basso, vale la pena chiedere due cose semplici prima di far salire qualcuno sul tetto: la formazione specifica e il rapporto di intervento scritto a fine lavoro. Un professionista non si offende. Chi si offende, vi ha risposto.
4. Fate manutenzione preventiva, non riparazione d’emergenza. Questo è il punto meno intuitivo e il più importante. Con i tecnici saturi, il vero costo di un guasto non è più l’intervento: è il tempo di attesa. Una crepa trovata a settembre si ripara con calma. La stessa crepa scoperta a gennaio, con la casa fredda e tutti gli artigiani della zona in affanno, è un altro tipo di problema.
Dove sta andando
Chiudo con una lettura in avanti, perché il pessimismo fine a sé stesso non serve a nessuno.
Il calo degli artigiani è reale e continuerà ancora per qualche anno: i numeri anagrafici sono quelli che sono, e un over 70 che smette non lo si sostituisce per decreto. Ma il mestiere del fumista e dello spazzacamino sta cambiando pelle, e in una direzione che lo rende più interessante di com’era.
Chi lavora bene oggi ispeziona con la telecamera, documenta l’intervento, conosce la UNI 10847 per la pulizia dei sistemi fumari e la UNI 10683 per l’installazione dei generatori a biomassa, e produce carta che serve davvero — al cliente e, se un giorno succede qualcosa, all’assicurazione. È un profilo tecnico, non un mestiere di braccia.
Quando la domanda supera stabilmente l’offerta, due cose succedono: i prezzi salgono e la qualità diventa un criterio di scelta invece che un optional. Il primo effetto lo pagheremo tutti. Il secondo, per chi tiene alla sicurezza del proprio impianto, è una buona notizia.
Nel frattempo, il consiglio operativo resta uno solo: chiamate qualche mese prima del freddo.
Avete una stufa, un camino o una caldaia a biomassa e non sapete a che punto è la manutenzione del vostro impianto fumario? Su questo sito trovate le guide su libretto di impianto, canne fumarie non certificate e controlli sugli impianti termici. Se invece vi serve un confronto su un sistema fumario da rifare o da mettere a norma, Dumont Camini progetta e produce canne fumarie in acciaio dal 1979.
Fonti
- CGIA di Mestre, Ufficio studi — “A.A.A. artigiani cercasi. Ormai abbiamo più avvocati che idraulici” (agosto 2026)
- Unioncamere-InfoCamere, Movimprese — dati su imprese artigiane registrate e classi di età dei titolari
- Confartigianato Imprese — 36° Report “Le prospettive del 2026 per le imprese e l’economia”, su dati Sistema Informativo Excelsior Unioncamere-Ministero del Lavoro (febbraio 2026)
- Confartigianato Imprese, Ufficio Studi — elaborazione sul settore installazione impianti
- AIEL — Rapporto Statistico sulle biomasse legnose, dati consuntivi 2024
- A.N.FU.S. — Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini
- Confartigianato Imprese Bergamo — rilevazione provinciale sugli spazzacamini attivi (2025)
Articolo pubblicato su CannaFumariaSicura.it, il blog di Dumont Camini dedicato a canne fumarie, stufe e caminetti.
Nota di trasparenza: questo articolo è stato realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le informazioni riportate provengono dalle fonti indicate, ma possono contenere errori o imprecisioni: verificate sempre i dati normativi e statistici alla fonte prima di prendere decisioni.