
Quest’inverno, a Padova, Venezia, Verona e Vicenza, nei giorni di allerta smog arancione e rossa non si potrà accendere nemmeno una stufa a 5 stelle, se in casa c’è un altro impianto di riscaldamento. Parliamo della classe ambientale più alta che esista in Italia: quella che le stesse Regioni, fino a ieri, indicavano come la soluzione.
Noi di CannaFumariaSicura lo diciamo senza giri di parole: siamo preoccupati, e siamo arrabbiati. Non perché la qualità dell’aria non conti — conta, e la Pianura Padana ha un problema serio di PM10. Ma perché colpire chi ha già fatto la cosa giusta è il modo peggiore per risolverlo.
E dietro c’è un dettaglio che fa ancora più rabbia: in Veneto questo divieto è nato come misura “compensativa” per rinviare di un anno il blocco delle auto diesel Euro 5. Ci torniamo più avanti.
Cosa vuol dire davvero “5 stelle”
La classificazione a stelle è stabilita dal DM 186/2017: misura emissioni e rendimento di stufe, inserti, cucine e caldaie a legna e pellet. Non è un’autodichiarazione del produttore. Le stelle si ottengono con prove in laboratorio notificato, su particolato, monossido di carbonio, composti organici e rendimento.
I numeri parlano chiaro. Un apparecchio 4 stelle sta intorno a 30–40 mg/Nm³ di polveri; un 5 stelle deve stare sotto i 15 mg/Nm³. Secondo ARPA Piemonte, una stufa a pellet 5 stelle riduce le polveri di circa il 70% rispetto a una 2 stelle.
In altre parole: chi ha installato una 5 stelle ha speso di più, spesso ha rottamato un vecchio apparecchio, e ha fatto esattamente quello che Regioni e Stato chiedevano. In molte zone, per le nuove installazioni, la 5 stelle è addirittura obbligatoria: in Emilia-Romagna è l’unica classe installabile su tutto il territorio regionale.
Le regole nel Nord per l’inverno 2026-2027
Il Veneto è l’unica regione del bacino padano che quest’anno ferma anche le 5 stelle. Le altre si fermano alle 4 stelle, ma la direzione è chiara: la soglia sale ogni stagione. Tutti i divieti valgono quando in casa c’è un impianto di riscaldamento alternativo.
| Regione | Regola di base | In allerta smog | 5 stelle |
|---|---|---|---|
| Veneto | Vietato sotto 3 stelle (sotto 4 a Vicenza e Venezia); nuove installazioni almeno 4 stelle; 1 ottobre – 30 aprile | Arancio e rosso: vietato sotto 4 stelle | Vietate in allerta a Padova, Venezia, Verona, Vicenza |
| Piemonte | Vietato sotto 3 stelle in agglomerato di Torino, pianura e collina | Semaforo arancio: ammesse solo le 5 stelle | Consentite |
| Emilia-Romagna | Pianura: vietato fino a 3 stelle incluse; accensione rinviata al 1 novembre 2026 in pianura e agglomerato di Bologna; nuove installazioni solo 5 stelle | Misure emergenziali: vietato sotto 5 stelle (4 stelle incluse) | Consentite, ma accensione rinviata |
| Lombardia | Vietato 0–2 stelle; in pianura, 1 ottobre – 31 marzo, vietato fino a 3 stelle; dal 15 ottobre 2026 nuovi requisiti sopra i 35 kW | Secondo livello: vietate anche le 4 stelle | Consentite |
In Lombardia le sanzioni vanno da 500 a 5.000 euro. Per gli apparecchi fino a 35 kW, la regione ha già annunciato un’ulteriore stretta dal 15 ottobre 2027.
Il paradosso: le stufe pagano per i diesel
Il divieto sulle 5 stelle non nasce da un nuovo studio sulle stufe. Nasce da uno scambio. La Regione Veneto ha rinviato al 1 ottobre 2027 il blocco dei diesel Euro 5 e, per compensare, ha messo nel pacchetto proprio il divieto sulle biomasse 5 stelle nei quattro comuni sopra i 100.000 abitanti. Lo stesso schema in Emilia-Romagna, dove le misure compensative hanno alzato la soglia emergenziale a 5 stelle.
Tradotto: chi ha un’auto diesel Euro 5 guadagna un anno. Chi ha comprato la stufa più pulita sul mercato, spesso con incentivi pubblici, la spegne. È un messaggio pessimo per le famiglie e per tutta la filiera: installatori, fumisti, produttori di canne fumarie, rivenditori di pellet certificato.
E c’è un effetto collaterale che nessuno sembra considerare. Se anche la 5 stelle può essere spenta per decreto, perché una famiglia dovrebbe sostituire la sua vecchia 2 o 3 stelle? Il rischio concreto è rallentare proprio il ricambio degli apparecchi obsoleti, che sono i veri responsabili delle emissioni.
La biomassa resta un’energia rinnovabile
Legna e pellet sono fonti rinnovabili, e la normativa europea e italiana le riconosce come tali. La CO₂ che una stufa libera bruciando legna è quella che l’albero ha assorbito crescendo: un ciclo breve, che si chiude se il bosco viene gestito e ripiantato. Gas e gasolio, invece, liberano carbonio rimasto sottoterra per milioni di anni.
C’è poi la filiera. Legna da boschi locali e pellet certificato significano meno trasporti, manutenzione del territorio montano e lavoro nelle nostre valli, non importazioni da paesi che usano il gas come arma politica.
Siamo onesti fino in fondo: la combustione della legna produce polveri, e nessuno lo nega. Ma proprio per questo esistono le 5 stelle. Il problema delle polveri sono i camini aperti, le stufe vecchie, la legna umida e le canne fumarie mai pulite. Non l’apparecchio certificato, installato a regola d’arte e mantenuto.
Cosa chiediamo, e cosa fare intanto
Alle Regioni chiediamo tre cose semplici:
- Togliere le 5 stelle dai divieti emergenziali: sono la soluzione, non il problema.
- Concentrare controlli e incentivi sugli apparecchi sotto le 3 stelle e sui camini aperti, dove si gioca davvero la partita delle polveri.
- Non usare il riscaldamento domestico come merce di scambio per rinviare altre misure, come quelle sul traffico.
A chi ha una stufa o un camino, invece, consigliamo:
- Verificare la classe ambientale sul libretto o sulla certificazione dell’apparecchio.
- Controllare l’ordinanza del proprio Comune e il bollettino di allerta di ARPAV, ARPA Piemonte, ARPAE o ARPA Lombardia prima di accendere.
- Usare solo legna stagionata e pellet certificato.
- Far pulire e controllare la canna fumaria da un fumista qualificato: un impianto efficiente inquina meno ed è più sicuro.
Se hai dubbi sul tuo impianto, scrivici: rispondiamo noi.
Fonti
- Regione Veneto – Rinvio blocco Euro 5 e misure compensative
- Comune di Vicenza – Disposizioni 1 ottobre 2026 – 30 aprile 2027
- AIEL / EnergiaDalLegno – Euro 5 e biomassa nel bacino padano
- Regione Piemonte – Qualità dell’aria, divieti sui generatori a biomassa
- Ediltecnico – Divieti, controlli e multe 2026-2027
- QuiFinanza – Divieto stufe e camini dal 15 ottobre
- La Notizia – Mappa delle regole e delle sanzioni
- Infobuildenergia – Limiti emissivi per classe
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dalla redazione di CannaFumariaSicura, nel rispetto del Regolamento europeo sull’IA (AI Act). Le regole citate sono aggiornate al 6 novembre 2026: verifica sempre l’ordinanza del tuo Comune.



