Per anni si è sentito dire che la condensa fosse un problema “solo del gas” o delle caldaie a condensazione.
Ma oggi, con le moderne stufe e caldaie a pellet o legna ad alto rendimento, la realtà è molto diversa.
Anzi, la formazione di condensa all’interno della canna fumaria è diventata uno dei problemi più frequenti negli impianti a biomassa moderni.
E spesso il motivo è proprio quello che dovrebbe essere un vantaggio: l’elevata efficienza dell’apparecchio.
Più rendimento = fumi più freddi
Le nuove stufe, i caminetti chiusi e soprattutto le caldaie a pellet e legna sono progettati per recuperare più calore possibile dai fumi.
Tradotto:
meno calore disperso nel camino e più energia trasferita all’ambiente o all’acqua dell’impianto.
Il risultato però è che i fumi escono molto più freddi rispetto agli apparecchi di una volta.
E quando la temperatura dei fumi scende troppo, il vapore acqueo contenuto nella combustione condensa sulle pareti interne del camino. La stessa UNI 10683:2022 definisce la condensa come il fenomeno che si verifica quando la temperatura dei prodotti della combustione raggiunge o scende sotto il punto di rugiada.
Anche la legna produce umidità
Qui nasce l’equivoco.
Molti pensano:
“la legna brucia calda, quindi non può creare condensa”.
In realtà, durante la combustione della biomassa si sviluppa una notevole quantità di vapore acqueo.
Se i fumi rallentano, si raffreddano troppo o attraversano una canna fumaria non adeguata, quella umidità si trasforma in liquido.
Ed è lì che iniziano i problemi:
- colature marroni;
- cattivi odori;
- corrosione;
- catrame;
- fuliggine umida;
- deterioramento del camino;
- peggioramento del tiraggio.
Nei casi peggiori si possono creare depositi altamente infiammabili.
I vecchi camini spesso non sono adatti
Molti vecchi camini in muratura o sistemi non certificati erano stati progettati per lavorare “a secco”, con temperature fumi molto elevate.
Oggi invece gli apparecchi lavorano in modo completamente diverso.
Per questo motivo installare una moderna stufa o caldaia su una canna fumaria non idonea è uno degli errori più comuni.
La UNI 10683:2022 specifica chiaramente che il sistema fumario deve essere scelto considerando:
- resistenza alla condensa;
- resistenza alla corrosione;
- temperatura di esercizio;
- resistenza al fuoco di fuliggine.
Cosa significa “canna fumaria certificata W”
La lettera “W” nella designazione CE del camino indica che il sistema è certificato per funzionare in condizioni di umido, quindi resistente alle condense.
Ed è un aspetto fondamentale negli impianti moderni a biomassa.
Una canna fumaria progettata correttamente deve essere in grado di gestire contemporaneamente:
- alte temperature;
- umidità e condense acide;
- possibili incendi di fuliggine;
- shock termici;
- corrosione nel tempo.
Non basta quindi “un tubo inox”.
Serve un sistema certificato, progettato per quel tipo di funzionamento.
Biomassa moderna: servono sistemi fumari evoluti
Oggi una canna fumaria per pellet o legna deve lavorare in condizioni molto più severe rispetto al passato.
Paradossalmente, più un apparecchio è evoluto e performante, più aumenta il rischio di condensa se il sistema fumario non è corretto.
Per questo Dumont realizza sistemi fumari certificati adatti agli impianti moderni a biomassa:
- resistenti alla condensa (classe W);
- resistenti al fuoco di fuliggine;
- certificati per alte temperature;
- progettati per biomassa, pellet e legna;
- conformi alle normative europee e alla UNI 10683:2022.
Perché oggi non basta più “far uscire il fumo”.
Serve un sistema fumario progettato per lavorare davvero con gli apparecchi moderni.
