Il fotovoltaico sta arrivando su sempre più tetti, spesso proprio accanto a camini e comignoli già esistenti. Ed è a questo punto che arriva la domanda che ci sentiamo fare più spesso: “posso mettere i pannelli vicino alla canna fumaria, o devo tenerli lontani?”
La risposta breve è: sì, c’è una distanza da rispettare, ed è di 1 metro. Ma la risposta utile è capire perché — perché cambia come e dove la applichi.
Perché serve una distanza
Non è una questione di ingombro o di estetica. Il punto è la sicurezza in caso di incendio.
Il camino, in caso di emergenza, deve continuare a fare il suo lavoro: far uscire fumo e calore. Se un pannello fotovoltaico lo blocca, lo affianca troppo da vicino o ne ostacola la manutenzione, quella via di sfogo smette di funzionare quando serve di più. Allo stesso tempo, un’apertura come un camino può far passare fiamme verso l’esterno — e se il pannello è troppo vicino, il rischio di propagazione dell’incendio aumenta.
Insomma: la distanza protegge la funzione del camino e riduce il rischio che il fuoco si allarghi attraverso quell’apertura. Sono due facce della stessa medaglia.
Cosa dicono davvero le regole
| Aspetto | Cosa prevede |
|---|---|
| Distanza minima | 1 metro tra pannelli (o cavi, inverter, quadri) e camini, lucernari, finestre o altre aperture tecniche sul tetto |
| Fonte | Linee guida del Dipartimento dei Vigili del Fuoco per l’installazione di impianti fotovoltaici (ultimo aggiornamento: settembre 2025) |
| Accessibilità | I componenti dell’impianto FV devono restare sempre raggiungibili per manutenzione e intervento antincendio |
| Proiezione su tetti inclinati | La distanza si misura in proiezione orizzontale, non solo in linea d’aria |
Attenzione: non è un obbligo di legge per tutte le case
Qui viene il punto che spesso si perde per strada, e che vale la pena chiarire subito: questa regola è pensata per le attività soggette ai controlli antincendio dei Vigili del Fuoco — capannoni, attività commerciali, edifici con determinati livelli di rischio. Il fotovoltaico di per sé non rientra tra le attività controllate, ma se viene installato a servizio di una di queste attività, il vincolo scatta.
Per una casa unifamiliare privata, quindi, non è un obbligo di legge stringente nella maggior parte dei casi.
Detto questo — e qui la nostra posizione è netta — non è un motivo per ignorarla. È lo standard di sicurezza raccomandato dai Vigili del Fuoco, e qualunque installatore serio la applica comunque, obbligo o no. Risparmiare 30 centimetri per estetica non vale il rischio di bloccare uno sfogo fumi in un’emergenza.
E i pannelli solari termici (quelli orientabili)?
C’è un’altra norma, distinta, che riguarda i pannelli solari termici orientabili (quelli per l’acqua calda, non il fotovoltaico): la UNI 10683 richiede distanze diverse — 500 mm se il pannello è sopra lo sbocco del camino, 200 mm se è sotto, 1500 mm se è alla stessa altezza. Qui il problema non è l’incendio, ma la turbolenza del vento che potrebbe disturbare il tiraggio.
Sono due norme, due rischi diversi, due distanze diverse. Se il tuo installatore parla di “un metro” e un altro di “50 centimetri”, probabilmente si riferiscono a situazioni diverse — vale la pena chiedere quale caso si applica al tuo tetto.
Cosa fare in pratica
- Se stai progettando un impianto fotovoltaico e hai un camino sul tetto, tieni almeno 1 metro di distanza dalle aperture, comignoli inclusi
- Se il tuo tetto ospita anche pannelli solari termici orientabili, valuta separatamente le distanze dallo sbocco del camino
- Fai verificare la configurazione a un installatore certificato, che saprà dirti se il tuo caso ricade tra le attività soggette a controllo antincendio o meno
- In ogni caso, non progettare “al minimo”: un margine in più costa poco e toglie un pensiero
Fonti
- Dipartimento dei Vigili del Fuoco — Nota prot. n. 14030 del 1° settembre 2025, “Linee guida per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici”: tuttoprevenzioneincendi.it
- Dipartimento dei Vigili del Fuoco — Nota DCPREV prot. n. 1324 del 7 febbraio 2012 (versione precedente, sostituita dalla nota 2025, utile per confronto storico): tuttoprevenzioneincendi.it
- UNI 10683:2022 — “Generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi — Installazione”, punto 8.9.3 (distanze da pannelli solari orientabili e antenne): consultabile tramite UNI Store
Articolo a cura di CannaFumariaSicura.it, con il contributo tecnico di Dumont Camini.