C’è un tema che spesso viene sottovalutato: il distacco tra scuola e mondo reale del lavoro.
Nel settore degli impianti a biomassa questo gap è ancora più evidente.

La giornata formativa organizzata dai Fumisti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana insieme a Dumont Camini, presso l’Istituto Giorgi-Fermi di Treviso, nasce proprio per ridurre questa distanza.

Portare contenuti concreti in aula

L’obiettivo non era fare una lezione teorica in più, ma dare agli studenti una visione chiara di cosa significa lavorare in questo settore oggi.

Durante l’incontro si è parlato di:

  • funzionamento degli impianti a legna e pellet
  • ruolo del sistema fumario
  • importanza della progettazione corretta
  • sicurezza e responsabilità dell’installatore

Il tutto con un linguaggio diretto, senza tecnicismi inutili, ma nemmeno banalizzazioni.

La normativa spiegata per essere capita

Un punto centrale è stato il riferimento alla norma , che regola gli impianti a biomassa fino a 35 kW.

Spesso la normativa viene percepita come qualcosa di distante o complicato.
In realtà è il contrario: è ciò che permette di lavorare bene e senza rischi.

Durante la formazione si è cercato di trasmettere proprio questo concetto, chiarendo ad esempio:

  • perché lo scarico dei fumi deve avvenire a tetto
  • quali sono le logiche dietro le distanze di sicurezza
  • perché ventilazione e gestione dell’aria sono fondamentali

Non come regole da imparare a memoria, ma come principi da capire.

Far capire che questo è un mestiere vero

Un altro punto interessante è stato far passare un messaggio semplice:
questo non è un lavoro “di passaggio”.

È un mestiere tecnico, con responsabilità reali e con margini di crescita importanti per chi lo prende sul serio.

E qui c’è anche una riflessione da fare:
il settore ha bisogno di persone preparate, ma spesso non riesce a comunicarlo bene ai giovani.

Un primo passo, non un punto di arrivo

Queste iniziative hanno valore, ma da sole non bastano.

Se vogliamo davvero migliorare il livello del settore, serve continuità:

  • più formazione nelle scuole
  • più presenza delle aziende
  • più collaborazione tra chi insegna e chi lavora

Conclusione

La giornata al Giorgi-Fermi non è stata solo una lezione, ma un momento di contatto reale tra studenti e settore.

E oggi, creare questo tipo di connessione vale quasi più della tecnologia.

Perché prima dei prodotti, vengono le persone che li useranno e li installeranno.