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Questo fine settimana oltre 1.100 spazzacamini da mezzo mondo tornano a Santa Maria Maggiore. È la festa di un mestiere antico, ma è anche il promemoria più efficace dell’anno: il camino si pulisce prima di accenderlo, non dopo.
Se questo weekend passate dalla Val Vigezzo, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, non stupitevi di incontrare centinaia di persone vestite di nero, con il volto sporco di fuliggine e una scala di corda sulla spalla. Non è un raduno in costume qualsiasi: è la 43ª edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli appuntamenti più particolari e sentiti del calendario italiano, che dal 1982 riporta ogni settembre a Santa Maria Maggiore (VB) i discendenti — reali e simbolici — di un mestiere nato proprio qui.
Ne avevamo già parlato a fine luglio in un articolo più breve. Ora che ci siamo, vale la pena raccontarlo per bene: cosa succede giorno per giorno, da dove arriva questa storia e — soprattutto — perché una festa di paese in una valle alpina ha molto più a che fare con la vostra stufa a pellet di quanto immaginiate.
Quando, dove e cosa succede
- Quando: da venerdì 4 a lunedì 7 settembre 2026
- Dove: Santa Maria Maggiore (VB), con tappe anche a Malesco, Druogno e Orta San Giulio
- Chi: oltre 1.100 spazzacamini iscritti, da Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Svezia, Stati Uniti e — per la prima volta nella storia del raduno — Montenegro
- L’evento clou: la grande sfilata di domenica 6 settembre alle ore 10
- Costo: la partecipazione come pubblico è libera
Il programma giorno per giorno
| Giorno | Orario | Dove | Cosa |
|---|---|---|---|
| Venerdì 4 | 15:00 | Parco Villa Antonia, S. Maria Maggiore | Proiezione dei video dei raduni passati |
| dalle 18:30 | Centro storico | “Notte Nera”: musica dal vivo, punti ristoro, paese in festa | |
| 23:00 | Spettacolo pirotecnico | ||
| Sabato 5 | 10:30 | Malesco | Omaggio floreale al Monumento dello Spazzacamino |
| 15:00 | Druogno | Sfilata per le vie del paese | |
| 18:00 | Druogno | Santa Messa in chiesa parrocchiale | |
| 18:30 | S. Maria Maggiore | Apertura punti ristoro | |
| 20:00 | S. Maria Maggiore | “Serata in Festa” | |
| Domenica 6 | 10:00 | S. Maria Maggiore | La grande sfilata: oltre 1.100 spazzacamini in abito da lavoro |
| a seguire | Piazza Risorgimento | Rievocazione storica della pulitura dei camini sui tetti | |
| 16:00 | Concerto dell’Orchestra Giovani Musicisti Ossolani | ||
| 17:00 | Interviste e premiazioni | ||
| Lunedì 7 | tutto il giorno | Orta San Giulio (Lago d’Orta) | Gita conclusiva |
| 16:00 | Orta San Giulio | Sfilata nel borgo |
Un dettaglio che diverte sempre i visitatori: gli spazzacamini olandesi sfilano vestiti di bianco, unica eccezione a un corteo altrimenti rigorosamente nero. E quest’anno ad aprire la sfilata di domenica ci sarà, per la prima volta, il Gruppo Folkloristico di Ferno.
Ci sono anche assenze che raccontano il momento storico: mancheranno le delegazioni di Russia, Ucraina, Lituania e Moldavia.
Perché proprio qui: la valle che ha esportato spazzacamini in mezza Europa
La Val Vigezzo è conosciuta come “la valle degli spazzacamini” almeno dal Cinquecento, e non per folklore: è una questione di geografia e di povertà.
Valle stretta, inverni lunghi, poca terra coltivabile. Per secoli la sopravvivenza è passata dall’emigrazione stagionale: in autunno gli uomini — e i bambini — partivano verso Francia, Germania, Austria, Olanda, Piemonte e Lombardia, dove le case avevano camini da pulire e nessuno voleva farlo. Tornavano in primavera, con quello che avevano guadagnato. La chiamavano “la rüsca”, la fatica.
Era un mestiere che si tramandava di padre in figlio, con un suo gergo — il taròm, la lingua segreta degli spazzacamini vigezzini — e i suoi attrezzi, che oggi rivedrete in sfilata:
- la raspa, la spatola per staccare il deposito dalle pareti
- il riccio, la spazzola a ventaglio
- la squareta, l’asta allungabile
- il sach, il sacco per raccogliere la fuliggine
Strumenti semplici, logica identica a quella di oggi: staccare il deposito, farlo cadere, raccoglierlo. Sono cambiati i materiali, non il principio.
Il lato che è giusto ricordare: i bambini
C’è una parte di questa storia che il raduno non nasconde, ed è il motivo per cui non è solo una festa.
Tra Ottocento e primo Novecento, per pulire canne fumarie strette servivano corpi piccoli. Così venivano impiegati bambini di otto, dieci, dodici anni, spesso “affittati” dalle famiglie a un padrone per la stagione. Salivano dentro le canne fumarie con gomiti e ginocchia, respiravano fuliggine per mesi, dormivano nelle stalle. Molti si ammalavano. Alcuni non tornavano.
A Malesco il monumento allo spazzacamino ricorda Faustino Cappini, ragazzo di Re morto a tredici anni: aveva finito il lavoro ed è caduto toccando i fili della corrente mentre lo mostrava dal tetto. È lì che sabato mattina viene deposto l’omaggio floreale, ed è il momento più silenzioso di tutto il raduno.
Il raduno nasce nel 1982 anche per questo: per non lasciare che una storia del genere si dissolva in una macchia di fuliggine simpatica sul viso.
Chi vuole approfondire ha a disposizione, in paese, il Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore: piccolo, ben fatto, con attrezzi originali, documenti e testimonianze. Vale la mezz’ora anche fuori dai giorni del raduno.
Dallo “scapacamin” al tecnico di oggi
Ed eccoci al punto che ci interessa più da vicino.
Lo spazzacamino del 2026 non ha più niente del ragazzo che si infila nella canna. Oggi è un tecnico, con formazione, strumentazione e responsabilità documentale. Chi fa questo lavoro seriamente:
- ispeziona con telecamera prima e dopo l’intervento, per capire lo stato reale del condotto e dimostrare il risultato;
- sceglie l’attrezzo in base al diametro e alla geometria del camino (spazzole, aste flessibili, teste a percussione: non è tutto uguale);
- rilascia un rapporto di intervento, il documento che attesta cosa è stato fatto e in che condizioni si trova l’impianto;
- segnala le anomalie: sezioni sbagliate, tratti non a norma, comignoli inadeguati, distanze da materiali combustibili, infiltrazioni.
Il riferimento tecnico per la pulizia e il controllo dei sistemi fumari a combustibile solido e liquido è la norma UNI 10847, aggiornata nel 2017: descrive metodi, verifiche e la documentazione da rilasciare al cliente. Accanto ci sono la UNI 10683 per installazione e manutenzione dei generatori a legna e pellet fino a 35 kW, e il DM 37/08 per chi installa e mette mano all’impianto.
Non è burocrazia fine a sé stessa. Quel foglietto è ciò che avete in mano se un giorno succede qualcosa e l’assicurazione vi chiede quando è stato pulito il camino l’ultima volta.
Una precisazione utile: in Italia non esiste un obbligo nazionale unico e uniforme sulla frequenza di pulizia. Le regole cambiano tra Regioni e Comuni, e molto dipende dal tipo di impianto e da quanto lo usate. Il buon senso tecnico — e quello che raccomandano i costruttori — resta almeno una pulizia all’anno per legna e pellet a uso regolare, spesso due per chi scalda tutta la casa a legna. Verificate sempre il regolamento del vostro Comune e il libretto dell’impianto.
Perché questo raduno cade nel weekend giusto
Non è un caso che gli spazzacamini si radunino a inizio settembre: storicamente era il momento in cui partivano per la stagione. È ancora oggi il momento in cui inizia la loro stagione.
E qui c’è il messaggio pratico che vale più di tutta la parte storica:
Settembre è il mese in cui si pulisce il camino. Non ottobre, non novembre, e assolutamente non “quando tira male”.
Tre motivi molto concreti:
1. Trovate il tecnico. Da metà ottobre in poi le agende degli spazzacamini sono piene. A settembre riuscite a scegliere quando farlo, non a subirlo con tre settimane di attesa e la casa fredda.
2. C’è tempo per sistemare i problemi. Se l’ispezione tira fuori una crepa, un comignolo malmesso, un tratto sottodimensionato o una guaina da rifare, a settembre avete margine per intervenire. A dicembre no: convivete con il problema fino a primavera.
3. Il deposito estivo è il peggiore. Fuliggine e creosoto — quel catrame nero e lucido che si forma quando si brucia a bassa temperatura o con legna umida — restano lì tutta l’estate ad assorbire umidità. All’accensione bruciano molto bene. Troppo bene: l’incendio della canna fumaria nasce quasi sempre così, e non è un inconveniente da poco. Le temperature superano i 1.000 °C, la canna si crepa, e il fuoco può passare alla struttura della casa.
L’altro rischio, meno spettacolare ma più insidioso, è il monossido di carbonio: un condotto ostruito o un tiraggio compromesso possono rimandare i fumi in casa. Non si vede e non si sente. Un rilevatore di CO costa poco ed è uno degli acquisti più sensati che possiate fare per casa vostra.
Cinque segnali che il vostro camino vi sta già chiedendo aiuto
Non aspettate la data sul calendario se notate:
- Fumo che rientra in casa all’accensione o quando aprite lo sportello
- Vetro della stufa che si sporca subito e nero, non ambrato
- Odore acre di bruciato in casa anche a impianto spento, soprattutto nelle giornate umide
- Tiraggio irregolare, fiamma che “annaspa” o che si spegne da sola
- Macchie scure o colature sulla parete attorno alla canna fumaria, o pezzetti di deposito che cadono nel focolare
Sono tutti sintomi che meritano un’occhiata tecnica, non un tentativo fai-da-te.
Se volete andarci: informazioni pratiche
Come arrivare. Il modo migliore — e più bello — è la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, il trenino che collega Domodossola a Locarno passando per Santa Maria Maggiore. Vi evita completamente il problema parcheggio, che nei giorni del raduno è serio, e vale il viaggio di suo: la linea attraversa gole, viadotti e boschi ed è una delle tratte panoramiche più note delle Alpi.
Il giorno giusto. Se potete andarci una volta sola, andate domenica mattina: la sfilata delle 10 e la rievocazione della pulitura sui tetti in Piazza Risorgimento sono il cuore dell’evento. Arrivate presto, il paese si riempie.
Se preferite la calma. Venerdì sera, con la “Notte Nera”, l’atmosfera è più raccolta e il paese più vivibile. Lunedì a Orta San Giulio la sfilata delle 16 è più piccola ma in una cornice bellissima.
Con i bambini. È un evento perfetto per loro: costumi, scale, attrezzi, gente che sale sui tetti. Il Museo dello Spazzacamino completa bene la giornata.
Info: Comune di Santa Maria Maggiore, tel. +39 0324 95091 — programma aggiornato su museospazzacamino.it
In sintesi
Il Raduno degli Spazzacamini è una bella festa, ed è anche un’ottima gita di inizio settembre. Ma se dovessimo portarci a casa una cosa sola, sarebbe questa: per secoli intere famiglie hanno rischiato la vita perché qualcuno pulisse i camini, e oggi basta una telefonata.
Fatela adesso, non a ottobre.
Fonti: Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, Comune di Santa Maria Maggiore, Distretto Turistico dei Laghi, Associazione Nazionale Spazzacamini. Riferimenti normativi: UNI 10847:2017, UNI 10683, DM 37/08.




