
Si è rinnovata oggi la guida regionale della categoria Fumisti Spazzacamini di Confartigianato Veneto. Alla presidenza è stato eletto Luca Baldan, già presidente della categoria per la provincia di Belluno; il ruolo di vicepresidente è andato a Eric Contò, attualmente presidente della categoria a livello provinciale per Treviso.
Un rinnovo che porta al vertice regionale due professionisti che arrivano da territori diversi e complementari: la montagna bellunese, dove il riscaldamento a biomassa è la norma e non l’eccezione, e la Marca trevigiana, tra le aree più dense di impianti e di imprese artigiane del Nord Est.
Chi guiderà la categoria
Luca Baldan arriva alla presidenza regionale con l’esperienza maturata alla guida della categoria in provincia di Belluno. Un territorio dove la manutenzione degli impianti fumari non è un adempimento burocratico ma una questione quotidiana di sicurezza: stufe, caldaie a legna e a pellet rappresentano una quota rilevante del riscaldamento domestico e la stagione di utilizzo è lunga.
Eric Contò, vicepresidente, mantiene la presidenza provinciale di Treviso. Un’area caratterizzata da un tessuto artigiano molto fitto e da un parco impianti eterogeneo, dove convivono edifici storici, ristrutturazioni e nuove costruzioni ad alta efficienza — con tutte le criticità tecniche che questa varietà comporta sul fronte degli scarichi fumi.
Perché un’elezione di categoria riguarda anche chi ha un camino in casa
Può sembrare una notizia interna al mondo associativo. Non lo è del tutto, e vale la pena spiegare perché.
La rappresentanza incide sulle regole. La categoria dei fumisti e spazzacamini è il soggetto che porta il punto di vista tecnico degli operatori nei tavoli con Regione, Camere di Commercio ed enti di normazione. Le decisioni su qualificazione professionale, obblighi di manutenzione, libretto di impianto e limiti alle emissioni da biomassa passano anche da lì.
La qualificazione professionale è il vero nodo aperto. Il settore convive da anni con un’anomalia: chi interviene su un impianto fumario opera su un sistema che, se trascurato, può provocare incendi del camino e intossicazioni da monossido di carbonio, ma il perimetro delle abilitazioni resta frammentato e non sempre chiaro né per gli operatori né per i committenti. Una rappresentanza regionale coesa serve esattamente a questo: alzare l’asticella e rendere riconoscibile chi lavora a regola d’arte.
La transizione energetica passa dai fumi. Con la diffusione di generatori a pellet e legna di nuova generazione, il tema della corretta progettazione e manutenzione della canna fumaria è diventato centrale anche in chiave ambientale: un impianto mal dimensionato o sporco brucia peggio, consuma di più ed emette di più.
Cosa aspettarsi dal nuovo mandato
Le priorità sul tavolo della categoria in Veneto sono note e non cambiano con il rinnovo dei vertici:
- formazione e certificazione degli operatori, per distinguere il professionista qualificato dall’improvvisato;
- migliore manutenzione periodica, con un’informazione più efficace verso i proprietari di impianto;
- applicazione uniforme delle norme tecniche (a partire dalla UNI 10683 e dal DM 37/08) su tutto il territorio regionale;
- rapporto con le amministrazioni locali sui piani per la qualità dell’aria, dove la combustione domestica a biomassa è spesso sotto osservazione.
Gli auguri di buon lavoro
A Luca Baldan e a Eric Contò vanno gli auguri di buon lavoro. Ogni passo avanti sulla qualificazione della filiera è un passo avanti sulla sicurezza degli impianti — che è poi il motivo per cui esiste questo sito.





